La vita di Saint Léger

Saint Léger nasce in una famiglia aristocratica, imparentata con duchi, vescovi e sovrani, famiglia che ha provveduto a fornire anche a lui, rimasto orfano giovanissimo, un'accurata educazione spirituale, letteraria e scientifica. 

Il suo talento e la sua riconosciuta onestà gli permettono di ottenere molto presto incarichi impegnativi: a 20 anni diventa diacono, poi arcidiacono, poi "abbé", infine vescovo.

L'Europa in quegli anni sta attraversando un periodo di scontri e incertezze alla ricerca di un assestamento politico e sociale dopo la caduta dell'impero romano e le grandi invasioni barbariche. Nella grande confusione di quei secoli la Chiesa non solo rimane l'unico punto di riferimento spirituale, ma attraverso i suoi uomini e le sue istituzioni (es. le abbazie) assume un ruolo sociale e economico.

Saint Léger è un uomo che vive intensamente il suo tempo, si dimostra un abile amministratore che sa superare momenti difficili usando l'arte della diplomazia, unita alla fermezza dei suoi principi.

E' chiamato a fare parte del Consiglio di Reggenza del Regno Burgundo in un momento in cui i sovrani erano particolarmente deboli (talvolta ancora bambini) e ne diventa per qualche tempo anche "Maestro di Palazzo" (capo del governo). In questa circostanza si distingue per il suo animo fiero, convinto della giustizia e del diritto, determinato a perseguire ideali di moralizzazione della vita pubblica e politica. Questo comportamento gli attira l'odio di un suo "collega", Ebroino, che lo perseguiterà in ogni modo.

Come Vescovo di Autun, Saint Léger sostiene la lotta dei suoi concittadini e non esita a offrirsi lui stesso al nemico per salvarli da una sicura vendetta. E' l'anno 676, i nemici gli strappano gli occhi, la lingua, le labbra, ma Saint Léger sopravvive, anzi sorprendentemente riesce di nuovo a predicare attirando folle di fedeli. Ebroino riprende la sua persecuzione e dopo due anni riesce a ucciderlo.

Il popolo lo venera come martire, ne invoca l'intercessione, ne riconosce i miracoli tanto che il Re si sente in dovere di convocare un sinodo per valutare la situazione: ne viene quindi autorizzato il  culto, mentre le sue spoglie vengono portate a Poitiers nel monastero di Saint Maixent di cui era stato abate.

Il suo culto si diffonde in tutta la Francia, in Belgio, Germania e Svizzera. Da noi la sua fama arriva probabilmente per opera dei monaci benedettini che a lui avevano già dedicato non pochi monasteri.

Saint Léger è stato un uomo del suo tempo, ma anche un vero ‘santo', un cristiano che all'occorrenza ha saputo stare nel mondo, diventandone sale e lievito, impegnandosi interamente per la sua gente.

In Francia è nata un'associazione, "Les Saint Léger de France et d'ailleurs", per conoscere meglio il personaggio e riunire tutti i luoghi che ne portano il nome.

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